


Sotto una pioggia incessante che ha accompagnato i giocatori per tutti i novanta minuti, il Dolomiti Bellunesi ottiene il quarto successo e il quinto risultato utile consecutivo consolidando il secondo posto e rimanendo con il fiato sul collo al Campodarsego che dista solamente due lunghezze. Una prova di forza della formazione di mister Zanini che riesce a conquistare l’ennesimo ottimo risultato su un campo reso ai limiti della praticabilità dalla pioggia, che è scesa incessante dall’inizio alla fine del match senza regalare qualche secondo di tregua, e contro un’ottimo Mestre che ha battagliato, ma che è stato penalizzato dalle condizioni del campo. Comunque una buona prestazione per la squadra di casa che nel primo tempo ha tenuto testa ai bellunesi, ma che nel secondo tempo ha perso lucidità e non è mai riuscita a impensierire la granitica difesa ospite.
Le scelte dei mister.
La squadra mestrina guidata da mister Tacchinardi non presenta grandi variazioni rispetto all’ultima partita pareggiata contro il Treviso. Il Mestre si schiera con il consueto 4-3-1-2 con Cortese tra i pali, Mannucci e Soprano centrali di difesa, Maset e Perretti, che sostituisce Piras, come esterni bassi, Romano, Melchiori e Piantoni a formare il terzetto di centrocampo, Marcandella ad agire come trequartista e Vianni e Arrondini come coppia d’attacco. Invece mister Zanini opta per un modulo totalmente differente, schierando un 3-5-2 con Carraro tra i pali, in difesa Alcides, Tiozzo e Chiesa, a formare il centrocampo ci sono Cossalter, Brugnolo e Tardivo, come ali Masut e Parlato e Marangon e Diallo come coppia d’attacco.
Grande equilibrio.
La prima parte di gara è equilibrata: le due squadre si fronteggiano a viso aperto e tentano diverse soluzioni per cercare di scardinare le difese. Il Mestre tenta soluzioni sia sulle fasce che per vie centrali cercando di sfruttare la fisicità di Vianni che ha il compito di abbassarsi, far salire squadra, prendere il pallone e smistarlo sulle fasce per poi buttarsi nella mischia verso l’area di rigore. Il Dolomiti Bellunesi opta per una manovra più avvolgente grazie anche ad un centrocampo di qualità che indirizza i palloni verso le fasce che hanno il compito di cercare Diallo in area. E’ in una di queste sortite offensive che si genera il vantaggio ospite al 18′: Parlato scende sulla fascia per poi servire Brugnolo al limite dell’area che colpisce di prima e infila il pallone a mezza altezza sul palo lontano dove Cortese non può arrivare. Il Mestre non subisce il colpo e tenta di reagire soprattutto con Marcandella che è davvero scatenato e che a fine partita riceverà il premio di MVP con merito. Infatti è proprio grazie ad una sua azione personale che gli arancio-neri trovano l’1-1: Marcandella si decentra sulla fascia, salta due uomini, si addentra dentro l’area, si accentra, libera il sinistro che viene parato da Carraro, ma sulla respinta corta si avventa Melchiori che da pochi passi mette a segno la rete del pareggio. La partita è aperta e le due squadre si fronteggiano a viso aperto senza forzare il pressing, ma adottando una difesa attendista che permette di sviluppare qualche trama e qualche pericolosa azione. A sfruttare questo atteggiamento che al 31′ ha l’occasione per raddoppiare: Mannucci lancia lungo verso Melchiori il quale aggancia il pallone e serve Romano che, dal limite, calcia di poco sopra la traversa.
Pioggia incessante.
La pioggia si intensifica e non accenna a smettere, il campo ne risente e si appesantisce ancor di più tanto che iniziano a formarsi delle pozzanghere che rallentano la velocità della palla. Il gioco palla a terra è compromesso e il Mestre ne trae svantaggio. Infatti è il Dolomiti a fare la partita e a sfiorare l’occasione del raddoppio al 47′ con Tardivo che, su sponda di Marangon, calcia sul fondo sfiorando il palo. Il Mestre pare spento e irriconoscibile rispetto alla prestazione offerta nella prima frazione: le azioni sono confuse e i reparti sembrano slegati fra loro cosa che rende difficile il fraseggio. Il Dolomiti non rimane a guardare e ne approfitta per mettere a segno il goal del raddoppio al 55′: un irresistibile Marangon va via sulla fascia saltando il diretto marcatore, mette sul secondo palo un cross basso che supera tutta l’area e che trova libero Masut il quale non sbaglia e segna. Da qui in poi il Dolomiti Bellunesi controlla la gara e rischia solamente quando Parlato devia in angolo il cross di Marcandella, rischiando di farsi autogoal. Anzi il la truppa di Zanini ha più volte la possibilità di segnare il terzo goal: prima con il colpo di testa Alcides che viene neutralizzato dal riflesso di Cortese, ma sulla respinta corta si avventa Chiesa che calcia a botta sicura, ma viene murato da un difensore mestrino che poi spazza, poi con Diallo che non sfrutta un mezzo pasticcio di Cortese e che manda sul fondo una ghiottissima occasione. Il triplice fischio sancisce la fine della partita: il Mestre esce sconfitto, ma si prende comunque gli applausi dei propri tifosi e dei propri ultras mentre il Dolomiti Bellunesi guadagna altri tre punti che gli permettono di restare attaccato alla testa della classifica.
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