

Predomina la tattica, predomina l’equilibrio, predominano le difese. Il big match andato in scena allo stadio Omobono Tenni, valevole per l’undicesima giornata di serie D girone C, si conclude con un pareggio a reti bianche che riflette la parità di valori che hanno messo in scena le due squadre. Nonostante due stili di gioco abbastanza differenti, le due squadre si sono annullate e in pochissime occasioni hanno avuto vere occasioni per segnare. Il Campodarsego ha provato a instaurare il solito gioco visto nel corso di questo campionato: lanci lunghi dalla difesa, principalmente con Fabbian, alla ricerca della fisicità dei due centravanti Cupani e Ouro che, però, hanno avuto vita difficile con i difensori trevigiani sempre attenti e precisi nella chiusura e nell’anticipo. Gli ospiti hanno cercato di affidarsi alle geometrie di Guitto, le folate offensive e il dribbling di Rabbas e al guizzo e grandissima qualità di Pasquato, principalmente con palla a terra, ma nulla è servito tanto che le migliori occasioni si sono registrate da calcio piazzato. Dal canto suo il Treviso può ritenersi soddisfatto, ma rimpiange il fatto di non aver portato a casa il bottino pieno: il gioco più quadrato e variegato non è stato sufficiente ad Aliu e compagni per segnare la rete che potesse mettere la freccia anche grazie ad un’attentissima difesa padovana capace di murare gran parte dei tiri trevigiani. C’è anche da dire che in diverse occasioni è sembrato che, soprattutto nell’ultima frazione di gioco, i calciatori della marca fossero un po’ disorganizzati e si pestassero i piedi l’uno con l’altro cosa che non ha gli permesso di essere efficaci al tiro. In ogni caso il verdetto del Tenni è stato chiaro: un 0-0 che permette al Campodarsego di rimane imbattuto e tenere a debito distanza il pericoloso Treviso e che permette ai trevigiani di avere una base sulla quale lavorare per le prossime importanti partite.
Le scelte dei mister.
Mister Cacciatore per la prima volta in stagione dà continuità all’undici schierato nella giornata precedente confermando la titolarità di tutti quelli che sono scesi in campo nella vittoriosa trasferta contro il Cjarlins Muzane, vinta per 2-0. Quindi il Treviso schiera un 3-5-2 con Mangiaracina tra i pali, Sbampato, Farabegoli e Videkon nella difesa a tre, Artioli, Gabriel Nunes e Baldassar come centrali di centrocampo mentre Golin e Brigati come ali a completare l’undici ci pensa la coppia d’attacco Gioè-Aliu. Mister Bedin opta sempre per una difesa a tre, ma con un modulo diverso: il 3-4-1-2 con Minozzi a difesa della porta, in difesa Fabbian, Cuomo e Martimbianco, Guitto e Langone a centrocampo e Rabbas e Pasquetto come ali, Pasquato trequartista e come coppia d’attacco Cupani-Ouro.
Difese blindate.
Le due squadre si equivalgono e le azioni da gol scarseggiano ad arrivare. La partita si fa principalmente a centrocampo dove avvengono duelli e anticipi che permettono alle squadre di recuperare palloni importanti e provare ad impostare la manovra. Nella prima parte di gara è il Treviso ad avere il controllo della partita soprattutto grazie al lavoro di Golin che trova il supporto di Artioli che si proietta in maniera molto offensiva nella trequarti avversaria e prova a creare superiorità sulla fascia. Importante anche l’apporto di Aliu che varia su tutto il fronte offensivo alla ricerca del varco e alla ricerca della giocata e dell’azione vincente che sembra arrivare al 21′ quando Artioli si prende il fondo e mette un cross che attraversa tutta l’area di rigore con Gioè che non riesce a trovare il contatto con la sfera. Da qui in avanti la granitica difesa padovana non lascia varchi accessibili: un imponente Fabbian, coadiuvato da Cuomo, non fa passare una mosca e prova a impostare l’azione seza grandi risultati. Guitto prova a smistare il pallone, cercando qualche varco in ampiezza nel tentativo di sfruttare la velocità e il dribbling di Rabbas che prova a seminare il panico con le sue folate che, però, non danno effetti. Allora Langone prova a sondare le vie centrali cosa che porta a numerose palle perse e più pericoli per il Campodarsego. Pasquato prova ad accendersi, ma non riesce a trovare la giocata e il varco quindi in questa situazione di stallo la partita si abbassa di intensità e ritmo e scorre via con il passare del tempo.
Qualche occasione.
L’inizio del secondo tempo regala la prima vera occasione della partita. Il Campodarsego guadagna una punizione dai 20 metri per un fallo di mano di Nunes, sul punto di battuta arriva Pasquato che calcia con il destro a girare e a mirare l’angolino con la palla che sorvola di poco la traversa. Una grossa ingenuità di Mangiaracina, il quale prende con le mani un retropassaggio, regala una punizione a due ai biancorossi dal limite dell’area piccola. Il Treviso schiera una barriera a undici uomini a schermare tutta la porta, alla battuta si trova il solito Pasquato che calcia con forza, ma Mangiaracina esce a valanga salvando la porta e il risultato. Dopo queste due grandi occasioni la partita scorre inesorabilmente senza nessun altro sussulto. Solo sul finale Cacciatore cerca di aumentare la portata offensiva della squadra inserendo Possocco, Valenti, Beltrame e Busato, ma la situazione non varia e dopo l’ultimo sussulto al 90′ sulla punizione di Valenti che termina poco sopra la traversa, l’arbitro emette il triplice fischio e decreta il termine della contesa. Il Treviso e il Campodarsego si dividono un punto a testa cosa che permette al Dolomiti Bellunesi di agganciare il Campodarsego stesso a quota 25 punti cosa che rende ancor più frizzante il prossimo turno che vede lo scontro al vertice proprio tra Campodarsego e Treviso.
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