Nel recupero del quindicesimo turno di serie C girone A, a passare è il Padova che continua nella sua corsa solitaria al primo posto. Ne fa le spese un’Atalanta coriacea che ha messo in difficoltà la squadra biancoscudata soprattutto all’inizio del primo tempo grazie ad un giro palla veloce, intenso e tra le linee che ha permesso di aprire varchi che, però, non sono mai stati sfruttati a dovere. L’Atalanta non è riuscita a reagire davanti agli episodi negativi che gli sono capitati, anzi ha subito il colpo ed ha ceduto il passo ad un Padova sicuramente poco brillante, ma cinico, spietato e di grande esperienza che ha saputo odorare il sangue della propria preda ed è stato in grado di azzannarla nel momento opportuno. Grande influenza hanno avuto le decisioni arbitrali che hanno visto assegnare un rigore alquanto dubbio ed in generale una direzione di gara non pulita. I giovani neroazzurri non sono stati in grado di reagire di fronte alle avversità, anzi sono sprofondati ancor di più concedendo terreno e opportunità ad un Padova che non si è fatto pregare due volte così che è riuscito a segnare tre goal nel giro di venti minuti ipotecando la vittoria già nel primo tempo. Comunque una buona prestazione da parte degl’atalantini che in parte sono riusciti a mostrare il proprio valore e qualità importanti. D’altra parte sono emersi i limiti di una squadra giovane priva di esperienza che è più che vitale in questo genere di partite. Dal canto suo il Padova dimostra grande cinismo e capacità di soffrire. Questa vittoria permette di sbrigare un avversario spinoso come l’Atalanta U23 e di mantenere il passo verso la vetta solitaria.

Tutto nel primo tempo.

I bergamaschi partono forte: nei primi dieci minuti sono loro a fare il gioco con una manovra avvolgente, ragionata e un giro palla rapido, veloce e tra le linee che mette in difficoltà l’organizzazione difensiva padovana che deve tenere il passo ai giocatori atalantini, sicuramente più freschi. Una trazione prettamente offensiva permette all’Atalanta di attaccare il perimetro in masso: è Gyabuaa a gestire il controllo della sfera mentre Panada è più dinamico e cerca l’inserimento in area di rigore. Si cerca di servire il faro offensivo Vlahovic che, però, è marcato a uomo da Delli Carri che non gli permette nemmeno la visione del pallone. In alternativa Bergonzi e Bernasconi provano a spingere sulla fascia e a innescare qualche cross che, però, viene prontamente sventato dalla difesa biancoscudata. Ad un atteggiamento così offensivo, tipico dello stile di gioco di Gasperini, si contrappone un importante sbilanciamento che costringe Obric e Del Lungo a compiere gran parte del lavoro difensivo, spendendo molti falli, e che rende la difesa scoperta. Con questo presupposto si genera l’azione che porta al vantaggio biancoscudato. Il Padova recupera il pallone che arriva tra i piedi di Belli, il quale controlla e calcia in profondità per lo scatto di Capelli, involato verso la porta e marcato dal solo Obric, che viene travolto dall’uscita di Bertini. Per l’arbitro il contatto avviene in area di rigore cosa che genera le proteste avversarie. In ogni caso sul punto di battuta si presenta Bortolussi che batte Bertini calciando centrale a mezza altezza. L’Atalanta accusa tremendamente il colpo e perde lucidità mentre il Padova acquisisce fiducia tanto che due minuti più tardi riesce a raddoppiare grazie al colpo di testa di Perrotta che, da calcio d’angolo, svetta e insacca. Dopo il raddoppio il Padova si abbassa leggermente, mantenendo comunque un atteggiamento propositivo, cosa che favorisce una timida ripresa dei giovani orobici che al 31′ si fanno sentire: Panada si invola verso la metà campo avversaria e prova a servire Vlahovic al limite, pallone sporcato e sfera che arriva tra i piedi di Bergonzi che allarga sul secondo palo in direzione di Alessio che calcia con il sinistro, ma trova l’attenta opposizione di Fortin che blocca con sicurezza. Questo timido segnale di ripresa, viene spazzato via dal tris biancoscudato: è Fusi a segnare la terza rete della partita con un bolide dai 23 metri che si spegne appena sotto l’incrocio e non dà scampo a Bertini. A questo punto i biancoscudati sono scatenati e vanno vicini al poker in due occasioni: prima con un cross di Belli, che scavalca tutta la difesa, verso Bortolussi che colpisce da posizione quasi impossibile rischiando di segnare. Successivamente con una punizione dai 30 metri di un ispiratissimo Fusi che trova l’attenta respinta di Bertini. Dopo quest’ultimo brivido le squadre si recano negli spogliatoio.

Padova in controllo.

Il Padova rientra con un atteggiamento difensivo e conservativo cosa che porta a subire la pressione dell’Atalanta che prova a sfondare sulle fasce con la spinta di Bergonzi e Bernasconi, molto pericolosi in fase offensiva e attenti in fase difensiva. Questa volta la spinta non è vana: infatti al 75′ i neroazzurri riescono a segnare grazie a Del Lungo che, dal limite, addomesticato con l’esterno un cross arrivato da centrocampo, si gira e calcia al volo con il sinistro riuscendo a piazzare il pallone quel tanto che basta per far si che Fortin non possa arrivarci. I biancoscudati sono in difficoltà e l’Atalanta continua a spingere tanto che rischia di segnare il goal che potrebbe riaprire la gara con Muhameti che di testa non colpisce con sufficiente forza per battere Fortin. Su questa occasione si spegne la partita e l’arbitro emette il triplice fischio che determina la fine della contesa.

Il Padova vince un’importante partita contro un ottimo e ostico avversario. Una vittoria che permette di mantenere il comando della classifica e il Vicenza a debita distanza. Dal canto suo l’Atalanta gioca una buona partita, ma subisce il peso degli episodi non riuscendo a reagire e facendosi schiacciare irreversibilmente. Rimane, comunque, la grande qualità dimostrata dai calciatori allenati da Modesto.

Il rigore trasformato da Bortolussi.

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