L’uggioso e piovoso sabato pomeriggio della città padovana riflette il risultato maturato al termine dei 90 minuti tra Cittadella e Cosenza: un 0-0 che miete sconfitti, ma non incorona nemmeno vincitori, che sta stretto alla squadra granata visto che ha avuto sui piedi diverse occasioni per poter conquistare la vittoria, oltre ad aver giocato più di 50 minuti in superiorità numerica a causa dell’espulsione di Venturi al 38′ del primo tempo per un intervento da dietro su Rabbi. Per i cosentini il discorso è differente: è un punto che permette l’aggancio al penultimo posto vista la sconfitta del Frosinone e che risolve una partita che si era fatta complicata vista l’inferiorità numerica. La prestazione dei calabresi non è stata negativa, anzi nel secondo tempo, nonostante l’uomo in meno, sono riusciti a creare qualche occasione e a mettere in difficoltà la squadra di casa sfruttando la maggior fisicità dei propri giocatori. Un punto che permette ad entrambe di rimediare alle sconfitte patite nel turno precedente.

Le scelte dei mister.

Alla vigilia vi era qualche dubbio per il modulo e la formazione che avrebbe potuto schierare Dal Canto, ma l’allenatore veneto non opera grandi cambi: conferma nove undicesimi della formazione che ha perso 6-1 contro il Sassuolo, eccezione fatta per Maniero che viene sostituito da Kastrati, che ritrova la titolarità dopo due partite, e per Ravasio sostituito da Rabbi. Quindi il Cittadella si schiera con un 4-3-1-2 confermando i due centrali Angeli e Pavan e i due terzini Masciangelo e Carissoni, i tre centrocampisti Amatucci, Branca e Casolari, Vita che agisce da trequartista a supporto di Desogus e Rabbi. Così si presenta una squadra piccola, brevilinea, rapida e poco fisica, ma sicuramente agile e veloce. Alvini invece opta per un modulo simile, ma ridisegnato con una difesa a tre e compie diversi cambi rispetto alla precedente sfida persa per 2-0 contro il Sudtirol: viene schierato Hristov per Camporese, Ricci per D’Orazio, Ciervo al posto di Ricciardi, Kouan prende il posto di Kourfalidis e Mazzocchi sostituisce Strizzolo. Il Cosenza si dispone con una difesa a tre: a schermare la porta difesa da Micai, ci pensano Hristov, Caporale e Venturi, a centrocampo si dispongono Charlys e Florenzi come centrali mentre Ricci e Ciervo operano sulle fasce mentre Kouan è a supporto della coppia d’attacco Mazzocchi-Fumagalli. Al contrario dei murati, i rosso-blu presentano una squadra molto fisica e ben piazzata che può far sentire la propria presenza soprattutto in area e nei calci piazzati.

Vita spreca, Venturi mette in difficoltà il Cosenza.

Sin dalle prime battute la partita è animata e vivace, il Cittadella gioca una partita di aggressione con tutti i giocatori che provano a riprendere la palla con determinazione, volitività e rapidità sfruttando anche la minor fisicità rispetto ai giocatori calabresi. In fase di non possesso i granata si dispongono sulle linee di passaggio dei cosentini nel tentativo di intercettare il pallone mentre in fase di possesso provano a sfruttare la rapidità e hanno grande libertà di inventare la giocata. Il Cosenza risulta attento e non si fa sorprendere, quando recupera il pallone prova a cogliere impreparato il Cittadella in velocità, gioca molto sulla fascia occupata da Ricci e Fumagalli che sfidano spesso Carissoni il quale subisce le sortite offensive dei due e spesso ha la peggio. Il ritmo gara risulta buono e l’intensità è alta. La prima occasione capita sui piedi dei giocatori allenati da Dal Canto: Ricci esegue un retropassaggio a Hristov che controlla male, Desogus è attento, pressa il difensore e gli strappa il pallone che arriva sui piedi di Vita il quale, a campo aperto, si presenta a tu per tu con Micai, apre il piattone destro, ma allarga troppo la traiettoria e il pallone finisce di poco sul fondo mangiandosi una clamorosa palla goal. I granata sono in partita e qualche minuto più tardi hanno un’ulteriore occasione con Vita che con un tiro rasoterra impegna Micai da buona posizione. Gli uomini di Alvini reggono i colpi e provano a creare occasioni con le sgroppate di Ciervo, la creatività e rapidità di Florenzi e l’estro di Fumagalli, ma le occasioni più nitide arrivano da calcio piazzato: infatti è proprio una punizione dai 25 metri di Fumagalli che richiede un super intervento di Kastrati. Sul successivo angolo il Cosenza è ancora pericoloso con Fumagalli, ma è bravo Pavan a respingere. La partita è molto combattuta, con le difese che reggono gli assalti e la partita che si fa soprattutto a centrocampo. Un punto di svolta lo si ha al 38′ quando l’arbitro Pezzuto sventola il cartellino rosso a Venturi che con un intervento da dietro in ritardo ha falciato Rabbi che si stava involando verso la porta anche se avrebbe dovuto fronteggiare due difensori. Il Cosenza rimane in 10 e Alvini ricorre ai ripari allestendo un 4-3-2 con atteggiamento propositivo. I restanti minuti del primo tempo scorrono via e termina a reti bianche sotto una pioggia incessante.

Il var annulla tutto.

Prima dell’inizio della ripresa Dal Canto decide di inserire Salvi al posto di Masciangelo sulla fascia destra e al posto di Casolari entra Pandolfi che forma la nuova coppia d’attacco insieme a Rabbi, mossa che arretra il raggio d’azione di Vita e permette a Desogus di fare il trequartista. Anche Alvini esegue un cambio: Ricciardi per Ciervo. Nel secondo tempo il ritmo e l’intensità si abbassano e il gioco è maggiormente spezzettato. E’ il Cittadella ad avere in mano il gioco, ma fa fatica ad arrivare alla conclusione a causa d un Cosenza compatto e molto fisico che subisce meno la pressione rispetto al secondo tempo e crea qualche grattacapo in più ai granata. In ogni caso è il Cittadella ad avere un ghiotta occasione al 11′ quando Desogus, posizionato sull’angolo alto sinistro dell’area di rigore, riceve un cross di Vita, controlla la palla, se la mette sul destro calcia rasoterra a giro e per poco non sorprende Micai forse disturbato dalla presenza ravvicinata di Rabbi. Da questo momento la partita scorre via liscia senza grandi sussulti così che vengono fatti ulteriori cambi da entrambi i lati: il Cittadella inserisce Cassano, Ravasio e Tessiore per Desogus, Rabbi e Branca mentre il Cosenza sostituisce Fumagalli, Mazzocchi e Kouan per Strizzolo, Sankoh e Kourfalidis. Cambi che danno nuova linfa al Cittadella soprattutto grazie ad un Tessiore spigliato e determinato che al 83′ va vicino al goal: Angeli apre verso Tessiore sulla fascia sinistra, porta avanti il pallone, si accentra, arma il destro a giro che termina di poco sul fondo. I murati si fanno forza, acquistano grinta minuto dopo minuto e tentano il tutto per tutto con assalti finali e proprio uno di questi sembra andare a segno: infatti al 93′ Angeli apre il pallone verso Vita sulla fascia destra, il quale crossa sul secondo palo dove si inserisce come un treno un indisturbato Cassano che di prima conclude a colpo sicuro, Micai respinge miracolosamente, ma sulla ribattuta corta si avventa Pavan che ribatte in rete e fa esplodere di gioia la propria panchina e tutto il Tombolato. Gioia che dura giusto due minuti perché il goal viene annullato dal var per fuorigioco proprio di Pavan, gettando in disperazione tutti i giocatori del Cittadella e il pubblico del Tombolato. Termina così la partita con un pareggio a reti bianche che lascia un po’ di rammarico ai padroni di casa mentre fa tirare un sospiro di sollievo ai calciatori cosentini e ai suoi 457 tifosi accorsi a Cittadella per la partita.

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