Un sole radioso e un aria frizzantina caratterizzano una bella domenica pomeriggio di novembre allo stadio PierCesare Tombolato che vede scendere in campo Cittadella e Cesena. Due squadre che versano in situazioni totalmente differenti: i granata sono reduci dalla vittoria contro il Palermo al Barbera per 1-0 con un goal allo scadere di Pandolfi che ha regalato i tre punti dopo un periodo molto buio coinciso con l’esonero di Gorini e il conseguente arrivo di Dal Canto. Anche la squadra di Mignani è reduce da una vittoria, maturata contro il Sudtirol grazie al goal del solito Shpendi. Un buon periodo per i cesenati che occupano la quarta posizione, frutto di ottimi risultati e un complessivo di diciotto punti raccolti in questa prima parte di stagione.

Una partita tanto bella quanto dominata dal Cesena che ha saputo far predominare la propria tecnica e il proprio gioco palla a terra che ha scardinato la compatta difesa granata che ha avuto il merito di riuscire a difendersi con le unghie e con i denti per un’ora. E’ prevalsa la qualità dell’attacco che non è riuscito a dare punti di riferimento grazie ai molti movimenti senza palla, spesso supportati dall’inserimento dei centrocampisti che hanno dato più di qualche grattacapo alla difesa murata. Ottima anche la prova della retroguardia che si è dimostrata solida e attenta e non ha permesse di concedere mai occasioni nitide. Dal canto suo il Cittadella ha dimostrato un’ottima compattezza a livello difensivo, ma qualche limite a livello di gioco e soprattutto nel reparto offensivo che non è mai riuscito a rendersi pericoloso. Una prova sicuramente non positiva a cui si lega un atteggiamento un po’ spento e remissivo soprattutto nel primo tempo, salvo poi ritrovare aggressività e coraggio nel all’inizio della ripresa per poi sprofondare nuovamente dopo la rete subita da Bastoni. L’idea è che la strada per la salvezza sia ancora molto lunga e che per raggiungerla Dal Canto dovrà fare un grande lavoro, soprattutto a livello caratteriale.

Le scelte dei mister.

Mister Dal Canto conferma dieci undicesimi della rosa vittoriosa al Barbera sabato scorso, cambiando solamente Vita che viene rilevato da Tessiore. Quindi il Cittadella si schiera con il nuovo 3-5-2 con: Kastrati tra i pali; Salvi, Pavan e Carissoni a formare il terzetto difensivo; Amatucci, Tronchin e Branca centrali di centrocampo e Masciangelo e Tessiore come ali; mentre Pandolfi e Rabbi formano la coppia d’attacco. Anche mister Mignani opera solamente un cambio rispetto alla precedente sfida contro il Sudtirol, lasciando in panchina Kargbo a favore di Antonucci. Il Cesena si schiera con il 3-4-3 con: Klinsmann in porta; Mangraviti, Prestia e Ciofi nella difesa a tre; Bastoni e Calò come centrali a centrocampo; Donnarumma e Adamo come ali; mentre Antonucci, Shpendi e Berti compongono la batteria d’attaccanti.

Cesena sprecona.

Sin dalle prime battute è il Cesena a fare la partita e a mantenere il possesso del pallone: il buon giro palla e il movimento degli attaccanti combinato a quello dei centrocampisti non riesce a dare grandi punti di riferimento alla difesa del Cittadella che non si scompone e rimane comunque compatta e attenta. In virtù di questa compattezza, il Cittadella non aggredisce direttamente l’avversario, ma lo attende così che il ritmo e l’intensità del match risultano essere bassi. La partita si incendia quando il Cesena riesce a trovare qualche buco con palle rapide, veloci e spesso filtranti, così nasce la prima occasione al 10′ quando Calò serve un bel pallone ad Adamo che si inserisce, convergendo verso centro area, e calcia con il destro a chiudere con Kastrati che respinge con i piedi. Poco dopo gli ospiti creano un’altra occasione: Shpendi riceve un pallone a centrocampo, lo controlla con un bel tocco, e serve Bastoni che allarga la sfera verso Berti che è libero sulla destra, il quale avanza e cambia gioco servendo Shpendi che si è inserito in area sulla sinistra, l’attaccante albanese controlla e calcia, ma Kastrati fa buona guardia e mette il pallone in calcio d’angolo. Il Cesena è pienamente in partita mentre il Cittadella è concentrato a non subire, ma riesce a farsi vedere intorno al 20′ grazie ad un lancio lungo in direzione di Pandolfi che aggancia in area in posizione leggermente defilata, riesce a liberarsi del difensore senza fallo quindi si accentra, Klinsmann esce bene a coprire lo specchio, Pandolfi prova a saltarlo, ma perde l’attimo e non riesce quindi conclude con un debole tiro che finisce addosso alla manona del portiere statunitense. I bianconeri si distinguono per una bella costruzione del gioco: tutto parte dai sapienti piedi di Calò che controlla il gioco e controlla la situazione per gli inserimenti in profondità dei compagni. Spesso Berti e Antonucci si abbassano per poter impostare e creare spazi in cui possono inserirsi le due ali Donnarumma e Adamo che convergono verso il centro come anche Bastoni, utilizzato da mezz’ala molto offensiva che si spinge sino al limite dell’area. Berti e Antonucci a volte si allargano a favore di una sovrapposizione con le due ali e dell’inserimento in area di Bastoni. Shpendi accompagna l’azione, lega il gioco, si spinge in profondità e occupa l’area alla ricerca del pallone del possibile goal. Il risultato è che il Cesena sviluppa una bella fase offensiva che vede coinvolti numerosi giocatori e che permette numerose soluzioni. In questo quadro si genera un’altra occasione da rete per gli ospiti con Antonucci che crossa in mezzo dove trova Bastoni totalmente libero, Kastrati esce con coraggio e copre bene lo specchio, Bastoni tenta il pallonetto, ma il portiere albanese è attento e tocca il pallone quanto basta per addomesticarlo e farlo suo. Successivamente è Shpendi a farsi pericoloso quando aggancia un illuminante passaggio di Calò in profondità e calcia di poco fuori. Il Cittadella riesce a sempre a scamparla grazie all’imprecisione degli attaccanti cesenati, ma in ogni caso si dimostra compatto ed è molto attento nel cercare di rispettare le linee di difesa. In fase offensiva e nella creazione del gioco risulta sterile: la manovra si affida ad un giro palla che spesso non porta a effetti e che si appoggia a Tessiore che si dimostra molto dinamico e che riesce spesso a guadagnare qualche metro alla ricerca del passaggio o del cross vincenti. Tutto questo non è abbastanza perchè il Cesena è agguerrito ed è alla ricerca del goal. Il preludio della rete sono un paio di belle occasioni: la prima sviluppata da Ciofi che avanza, scambia un uno-due con Antonucci da dentro l’area e tira, ma la conclusione viene murata proprio da Shpendi. La seconda è un contropiede sviluppato da Shpendi che serve Adamo, il quale tira con il destro in diagonale trovando Kastrati.

Goal trovato.

Il goal è nell’aria ed il Cesena è lesto nell’accaparrarselo: sugli sviluppi di una rimessa Calò serve Bastoni a limite che indisturbato chiude il sinistro e spedisce il pallone nell’angolino basso. Il Cittadella si inabissa e gli ospiti riescono a trovare anche il calcio di rigore per un fallo a gamba alta in area di Salvi su Antonucci. Sul punto di battuta si presenta Shpendi che spiazza Kastrati. Il Cesena controlla la gara e avrebbe l’occasione di triplicare in due occasioni: prima con Berti che calcia addosso a Kastrati, poi con il solito Shpendi che attacca la profondità e viene servito egregiamente da Calò, il centravanti del Cesena si trova tutto solo davanti a Kastrati che esce e nulla può al pallonetto preciso che termina in rete. Però Shpendi si trova di poco oltre la linea dei difensori ed il goal viene annullato. Da qui in poi non si registrano altre occasioni se non un Cittadella che prova a rendersi pericoloso con una manovra confusa e poco lucida che non sortisce effetti. Così dopo sei minuti di recupero l’arbitro indice la fine del match. A fine partita c’è anche spazio per la contestazione dei Rabaltai che chiedono maggiori attributi ai giocatori granata.

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